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La Biblioteca del Dipartimento di studi europei giuspubblicistici e storico-economici ha una consistenza libraria complessiva di oltre 20.000 volumi e una emeroteca che conta un centinaio di abbonamenti a riviste correnti. Un patrimonio specialistico di grande valore culturale e scientifico accumulato in decenni di tradizionale presenza del Diritto pubblico e della Storia economica tra le discipline di riferimento della Facoltà di Economia dell’Università di Bari. Si tratta, però, di un patrimonio che resta celato ai più poiché la carenza di personale specializzato non ha consentito, a tutt’oggi, di costruire un catalogo – né cartaceo né tantomeno informatico - che rispecchiasse sino in fondo le regole della classificazione bibliografica. Tranne una parte relativamente piccola del fondo giuspubblicistico, i cataloghi dei volumi, pur completi e strutturati per autore e per oggetto, sono il frutto dell’iniziativa dei Direttori degli ex Istituti di Diritto pubblico e di Storia economica e della buona volontà, della ostinazione, della sensibilità e del costante impegno di personale amministrativo con altre funzioni e competenze. Solo di recente, la decisione dell’Ateneo di dotarsi di un unico sistema informatico di classificazione e la disponibilità di due unità di personale amministrativo – la sig.ra Musca e la sig.ra Papa – a seguire specifici corsi di formazione ha consentito di avviare un programma di catalogazione rispettoso dei princìpi e delle regole di biblioteconomia. Si tratta di un progetto indubbiamente a lungo termine, come lascia intendere la notevole consistenza del patrimonio librario del Dipartimento, per altro in continuo arricchimento. E’ per questo motivo che si è pensato di rendere nel frattempo fruibile al pubblico una prima catalogazione analitica delle sole riviste di area storico-economica avviata in via sperimentale alcuni anni fa dal dott. De Simola e frutto più di quelle doti cui si faceva cenno in precedenza che di specifiche competenze. Pur con tutti i limiti e le carenze che caratterizzano questa prima classificazione, e di cui ci rendiamo perfettamente conto, si spera che essa possa costituire un utile strumento di consultazione e che contribuisca a rendere consapevolezza dell’esistenza di un patrimonio che merita indubbiamente migliore conoscenza.

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